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L'opera di Vaziri, artista e intellettuale iraniano, che in Italia ha raggiunto maturazione e meritata notorietà, reca l'Impronta delle principali tappe attraverso cui è passata l’arte contemporanea: registra così una costante evoluzione, secondo ritmi, a volte sostenuti e marcati, altre volte quasi impercettibili, sempre comunque coerenti a un tema originario: lo spazio.

Dalla prima fase figurativa, a quella ispirata ai motivi delle miniature persiane, all'originalissimo momento in cui, superato il colore, Vaziri si è affidato alla fluidità della sabbia, solcata con gesto primordiale, in una scoperta di sempre nuove forme espressive, sino alle ultime ricerche, imperniate a rendere il dramma dell'uomo nel mondo.

Vaziri si muove per cerchi concentri ci, formalmente sempre più vigorosi, attorno a quel fulcro, Ineludibili pertanto le interferenze e iI simultaneo passaggio dalla pittura alla pluridimensionalità della scultura.

Per altro verso, il continuo articolarsi della spazio in forme coestese all'esperienza, ha progressivamente favorito il processo di interiorizzazione con cui lo spazio si fa tempo e l'esperienza storia.

Il più recente Vaziri si ricollega così, dilatandole però, alle iniziali intuizioni. Non più la serena evocazione di felici età perdute, bensì l’angosciata coscienza di assurde violenze e minacce che gravano sull'oggi e incombono dal domani.

Gli ultimi lavori di Vaziri testimoniano appunto l’acuta percezione che il sonno della ragione genera mostri.

Dopo questo, solo un protratto e coerente silenzio.

Ora Vaziri vuole invece, e lo deve continuare il suo discorso.

A ciò l'Istituto Italiano di Cultura di Tehran, con questa esposizione retrospettiva, intende contribuire.


BRUNO BELLONE
Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura


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