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Il 1943 fu un anno cruciale per il giovane Vaziri. Egli nota: “Dopo il diploma all’Istituto agrario, andai a casa di mio padre. Mio padre e la sua nuova moglie, però, non mi ricevettero. Turbato, andai a casa di un parente dove viveva mia madre; quando egli vide la mia irrequietezza mi offrì di rimanere con la sua famiglia. Suo genero dirigeva un’agenzia di appalti e mi assunse come ragioniere. Vi lavorai per tre mesi per mettere da parte un po’ di soldi.”[1] Poi cercò di continuare gli studi, non essendo pratico di quel mestiere.
Successivamente s’imbatté in un vecchio amico che studiava architettura e che gli parlò della Facoltà di Belle Arti. Vaziri non sapeva se poteva studiare pittura in modo accademico e conseguire una laurea, perciò si decise a partecipare all’esame d’ingresso della Facoltà di Belle Arti dell’Università di Teheran. “Nel giorno fatidico vidi studenti d’arte ovunque che erano indaffarati a copiare una scultura di Michelangelo; io mi trovavo dietro un cavalletto ma non sapevo che cosa fare. Uno studente mi consigliò di cambiare posizione e di regolare meglio la visuale dell’opera per vederne il contorno più chiaramente. Disegnai e cancellai l’opera parecchie volte, ma alla fine ricavai qualcosa.”[2] Entrando alla Facoltà di Belle Arti, Vaziri decise il suo destino. Concluse i giorni dell’università con successo ma in una situazione finanziaria precaria: tuttavia, egli aveva già preparato il suo lunghissimo percorso.
Egli dovette trascorrere quei giorni in un alloggio per studenti e sfruttare ogni chance di lavoro per mantenersi: per un certo periodo fu stipendiato come responsabile della cucina del dormitorio, poi iniziò a fare disegni di scena per i teatri di Teheran. Cercò di fare in modo che questi mestieri non interferissero con il corso dei suoi studi.
A quel tempo Ali-Mohammad Heidarian e Madam Aminfar erano i maestri di pittura della facoltà. “Imparai “la cura del disegno” da Heidarian e feci il resto da solo,” annota più tardi, “dipingevo ritratti e paesaggi che non andavano oltre i semplici schemi di studio.”[3]
Nel 1948 Vaziri si laureò e risultò lo studente migliore. Manuchehr Sheibani (1924-1991), Mansureh Hosseini e Sudabeh Ganji erano alcuni dei suoi compagni di studio.
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 [1] Intervista telefonica con Mohsen Vaziri-Moqaddam, 4 novembre 2003
[2] Ibidem
[3] Catalogo della mostra di Vaziri alla Takhte-Jamshid Gallery (Ministero dell’arte e della cultura, Ufficio per la creazione artistica e letteraria), inverno 1974


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